ste||arium

14.2.06

immortalità

Quando ero piccolo abitavo in aperta campagna e amavo il cemento. Scavavo tutto il giorno nella terra del giardino. Strade, svincoli, gallerie. Poi la sera mi portavo l'odore di terra fin dentro al letto e sognavo un eterno enorme cantiere che avrebbe reso eterni i miei sforzi trasformando tutto in cemento. Strade asfaltate, ponti di cemento, le colline intorno a casa ricoperte di cemento. Cemento cemento cemento. Adesso che sono pigro penso ai deserti. Il deserto sabbioso è l'antitesi del cemento. Sulla sabbia non puoi costruire nulla. E' inutile anche solo provarci. Quando scavi nella sabbia trovi solo sabbia e non puoi ancorarti a nulla. A pensarci bene il cemento si fa con la sabbia.

1 Comments:

At 2/14/2006 05:03:00 PM, Anonymous Ibrid said...

Non so perchè le nostre mani hanno smesso di essere unite come quel mattino all'asilo.
Ho dimenticato il tuo volto, e ho scordato come insieme riuscissimo a scoprire che dietro l'immensa linea che divide cielo e terra si può nascondere anche una infinita distesa d'acqua e terra radiosa, piena di frutti e vita..
L'ho rimosso, chissà perchè, e oggi mi chiedo cosa mi ha portato a questa scelta. Una scelta che talvolta mi sembra immortale, ma che talvolta credo fosse stata dovuta dopo un attimo in cui la vita mi è sembrata ingrata.

[Dal diario segreto di Ibrid, nascosto sotto il suo letto. Pensiero trascritto dopo un viaggio sulla linea 55 della GTT].

 

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