ste||arium

26.7.06

simulacra e lettere d'amore


E’ ipotizzabile che cinque anni fa io fossi un'altra persona, sennò come spiegare questa lettera d’amore? Ma soprattutto come fu possibile scrivere “simulacri di noi stessi”? Che cazzo vuol dire?


"(…) Bernardo Soares stanotte sarà fedele e discreto compagno, leggo – spesso approvo, altrettanto mi meraviglio – e già sento di essere un novello Pessoa senza eguali lampi di genio né classe, ma con intenti simili – scrivere di sé a se stesso – che dalla sua via Rossini/Dos Douradores guarda quel frammento di vita, che è poi l’universo intero, passare con desideri e istanti di altro, perché è sempre l’Altro che si cerca e perché tutti si è simulacri di noi stessi.

E allora dov’è Pietro? Dietro che pseudonimo, maschera, fondale di stelle si sta celando? Lui ha così fame di sé da crearsi continuamente in nuove forme e idee di sé, ma è pur sempre un simulacro di se stesso e accortosi del paradosso, anziché abbandonare l’impresa (in realtà una folle corsa agli armamenti), incrementerà le energie per riuscirne vincitore.

Cara ****, fortuna che ci sei tu: quando mi trovo con te, in silenzio, ho la sensazione di intraprendere (o stare per) un lungo viaggio al mio interno, dall’esito scontato, però di grande conforto.

Ah, come vorrei essere lo zingaro dentro di me; allo stesso tempo vorrei essere con te. La tua è una presenza che mi cambia e – forse – mi rende più vero. (…)"

(da una lettera del 31 luglio 2001, mai spedita)

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4 Comments:

At 7/27/2006 11:27:00 AM, Blogger Fra said...

Una lettera mai spedita, caro Pietro_boy, non è che l'implicito segno che il sogno che celiamo nelle parole che scriviamo non è verosimile.

Io personalmente amo i sogni impossiibili, perchè nel loro carattere di impossibilità aprono di più le porte della mente e del cuore, lasciando solamente agli altri il compito di capire come si è giunti, come nel tuo caso, a scrivere una tale armonia di parole.

 
At 7/27/2006 08:47:00 PM, Blogger la rochelle said...

grazie per il bel commento fra.
l'amore (quello che rivolgiamo alle altre persone mica quello per noi stessi) è misterioso, ma è un bel mistero.

è vero, fatico a comprendere me stesso innamorato, quando non lo sono, ma in fondo è giusto così: provare a parlare col cuore è un diritto anche dei temperamenti troppo razionali, tipo il mio

 
At 7/28/2006 11:39:00 AM, Blogger Fra said...

Ora parti, caro Piè...
magari con l'amico Giuliano, o magari con qualche monfortese di mia sconoscenza (ossia che non conosco ^__^, scusa ma avevo voglia di inventare una parola) troverai altri orizzonti da annotare e riportare sul tuo, sul mio, sui nostri diari telematici.

Se quello che vedrai ti regalare anche un solo simulacro di esistenza, allora prendilo e manipolalo, finchè non sentirai più nessuna goccia di sogni fra le tue mani. E poi, solo allora, prendi nuovamente un taccuino e annota i tuoi pensieri.. a settembre, ciò che creerai sarà certamente splendido.

Hai detto: mi mancherai scrittore F.

Lo scrittore F mi ha detto di rispondere:
mi mancherai, caro editore C.

 
At 7/31/2006 01:47:00 PM, Blogger Luna said...

complimenti per il post... anch'io vorrei innamorarmi così...

 

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