dritto in faccia

Penso che le persone vadano guardate come si guarda
lo schermo acceso di un portatile: né dall’alto in basso,
né dal basso verso l’alto, tantomeno di sbieco.
Infatti, se guardassimo lo schermo acceso di un portatile da uno
di questi punti di vista non distingueremmo praticamente nulla.
Sento sempre più l'urgenza di capire
questo infinito mistero chiamato Gli Altri.
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13 Comments:
Caro Pietro,...se mi guardo allo specchio dritta in faccia...faccio fatica a riconoscere l'immenso mistero che mi circonda...la pretesa di capire gli altri per me è ancora molto lontana...dato che son convinta che non si smette mai di conoscer e meravigliarci di noi stessi!!!
Gran mistero questa mistica pratica di capire gli altri, a volte anch'io vorrei poter capire tutto in un istante... ma penso che ogni persona sia piùsimile a una città che non a uno schermo...puoi girarci per anni e aver conosciuto solo due vie...per conoscerla davero serve un impegno continuo e molto molto duraturo...ciao
>>ciao lastrampa, ciao pigmalione...
lungi da me la deterministica "pretesa di capire gli altri"! il termine "capire" che ho adoperato, me ne rendo conto ora, era forse un po' fuorviante.
intendevo dire che è più facile capire gli altri (entrare in sintonia con gli altri) approcciandoci al loro mistero adottando un un punto di vista (una disposizione d'animo) simile a quello che utilizziamo per visualizzare al meglio lo schermo illuminato del nostro pc.
infatti solo la normale posizione di lavoro (dritto in faccia) ci permette di visualizzare lo schermo correttamente. tutti gli altri punti di vista sullo schermo ci restituiranno un'immagine troppo scura o troppo chiara, e comunque distorta.
spogliata delle metafore è una banalità, e lo era anche prima, ma per me rimane importante: cerchiamo di guardare gli altri con disposizione d'animo aperta (dritto in faccia), senza supponenza (dall'alto in basso), senza senso di inferiorità (dal basso verso l'alto) e senza diffidenza (di sbieco).
scambiamoci i links... www.ilburlonemascherato.blogspot.com
bella la cosa de portatile!
In effetti non l'avevo capita in questo senso, e troppe volte ci rapportiamo agli altri influenzati da facili preconcetti...hai ragione, meglio essere semplici e diretti...
buonanotte
io continuo a guardare tutto come se fossero pareti nude ...
Conoscere una persona. Cono scere gli altri.
Talvolta vorrei che le loro reazioni fossero intellegibili perchè simili alle mie. Ed invece c'è una moltitudine di interazioni inaspettate..qualcosa che non riesco a gestire e catalogare, o semplicemente comprendere la maggior parte delle volte...sigh...e stra sigh.
guardare negli occhi una persona,quando le si parla,è soprattutto un senso di rispetto ma anche di limpidezza
>>pigmalione: meglio esser semplici e diretti, hai ragione. il mio post invece era un tantino cervellotico ;-)
>>andrea, tu sulle pareti nude dovresti scriverci un racconto. il titolo, geniale, ce l'hai già
>>pideye, io credo che il rapporto con gli altri non sia una questione di "gestione" o "catalogazione", piuttosto un'occasione di confronto. un'interazione inaspettata può creare delusione, è vero, ma può anche sorprendere. è sempre bellissimo quando qualcuno ci stupisce.
>>davide: a limpidezza e rispetto aggiungerei anche autorevolezza (nel senso buono, ovvio)
Lo straordinario è quando si guarda negli occhi l'altro e scoprire cose che mai avresti potuto capire. Ti stupiscono, ti sorprendono.. e ti lasciano senza parole, nè fiato.
Un giorno, infatti, vorrei abbracciarti
guardando i tuoi occhi.
sempre bello e profondo voler conoscere gli Altri, quando questi ce lo permottono ma anche quando non lo fanno
>>sara: il bello è che in quei momenti ti senti trasparente, vero e vivo. una sensazione incredibile e ahimè rara
>>purtroppo giulietta siamo distanti: ti mando un abbraccio telematico carico di byte!
>>krepa, conoscere gli altri è bello e necessario: sono dell'idea che sia meno impossibile conoscere se stessi imparando a conoscere gli altri che viceversa
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