ste||arium

31.3.08

questo post

Soltanto per dirvi che è tutto a post.

Folgorazioni di medio periodo:
Traveler IQ Challenge
Fulmini e saette
Glasvegas

il colore? un punto di vista
Saluti da Torino

Pietro


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5.2.08

tariffario per l'uomo duro

Quanto mi è costato ignorarti:

centoeuro per ogni sms non scritto
milleeuro per ogni email non inviata
diecimilaeuro per ogni telefonata non fatta
centomilaeuro per ogni uscita insieme soltanto pensata
l’intero Pil del Portogallo per ogni abbraccio desiderato e poi abortito

amsterdam nov 2004
Possibile che l’economia del cuore non vada mai in crisi?

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31.12.07

il 2007 in valigia

viaggio antico
A differenza di altri anni, nel 2007 ho viaggiato pochissimo. Però, a pensarci, è come se avessi percorso migliaia di chilometri in giro per il globo: Africa, Aral, Argentina, Australia, etc… Questo è stato possibile grazie ad alcune straordinarie persone (nel senso di “fuori dall’ordinario”) che ho incontrato sulla strada di tutti i giorni. Ma è stato anche merito della bellissima musica e dei colori a cui queste persone sono indissolubilmente legate.

Siccome è tempo di liste, eccoli qui i miei eroi del 2007
(non faccio nomi e cognomi, se non musicali e cromatici):

Yann Tiersen, Calexico, Cali, rosso, Micah P. Hinson, arancio-celeste, Arcade Fire, Michael Nyman, giallo, Miossec, An Pierlé, Antony and The Johnsons, giallo-bordeaux, The Cure, Maver Quartet, Cccp, Vetiver, Tenedle, arancio, The National, Ezio Bosso, blu, Improved Sound Limited, Band of Horses, Stravinskij, Mina, Beirut, Alice Nine, verde-bianco, Eric Satie, Alessandra Celletti, The Bad Plus, Amiina, marrone-nero, Daft Punk, Explosions in the Sky, Paolo Conte, Prokofiev, Elliott Smith, Franco Battiato, Editors, viola, Rino Gaetano, Bright Eyes, Johnny Cash, Offlaga Disco Pax, Radiohead, Interpol, Fabrizio De Andrè, Keren Ann, Arno…

Ogni singolo artista, ogni gruppo è un grazie a chi ha saputo regalarmi un’emozione portandomi in viaggio, anche solo per il tempo di una canzone. Ogni colore invece è un grazie a chi mi ha fatto sognare.

BUON ANNO

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8.11.07

emocromo

la tenda

ESPERIMENTO
Non sai come sottrarti alla lettura di questo post?
Giuoca d'azzardo e ascolta il podcast


Abbiamo un sistema circolatorio per il sangue e un sistema circolatorio per i colori. Generiamo analogamente colori e sangue, e godiamo di buona o cattiva salute nella misura in cui il nostro sangue e i nostri colori sono più o meno sani. Abbiamo patologie simili per entrambi i sistemi circolatori. Per i colori, le più comuni sono: ischemie cromatiche, infarti di giallo, tachicromie, ictus blu. Ma a differenza del sangue, non si pensa mai alla salute dei nostri colori. Poi capita che le arterie dei colori si spezzino e si verifichino gravi emorragie. Cose che se non si interviene in tempo sono guai; noi, distratti, alle volte neanche ce ne accorgiamo. Molte persone non se ne sono curate e oggi sono grigie dentro.

Dalle ferite più profonde non esce il sangue: escono i colori.

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28.10.07

l'evasore temporale

millennium bridge
La scrittura è tempo passato a scrivere. Eppure il tempo di queste parole non esiste. L’introduzione dell’ora solare e lo spostamento delle lancette indietro di sessanta minuti mi regalano 3600 secondi al di fuori del tempo. Ora sono le 2 di notte, tra un’ora saranno di nuovo le 2. E io nel frattempo avrò vissuto in tutto e per tutto, tranne che per il tempo.

Un evasore temporale con i giorni contati, ecco cosa sono. Con un tesoretto di 3600 secondi da custodire gelosamente, fino a quando l’esattore dell’ora legale non ne pretenderà la restituzione.

Mentre riavvolgo le lancette e si rifanno le 2, la mente - come frutta esposta ad arte sul banco del mercante imbroglione - mi offre a buon prezzo un invitante treno di ricordi. Non trassare, arrogante bottegaio, dentro la mela ci sta il verme. Il verme del passato. Ma questi 3600 secondi li voglio riempire di presente, perciò scrivo dell’amore.

L’amore? Treni di sola andata: corsa, stazione, corsa. A differenza degli orologi, non tornano mai indietro. Al limite ritardano.

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5.10.07

il colore dello sguardo

(i due gatti di Trogir. Foto di Marco B.)

Sapevo che Marco si trovava sulle coste della Croazia, così un giorno gli telefonai: “Ti devo chiedere un favore: scattami una foto dove sei. Non importa a cosa, basta che sia espressamente per me. E che sia una sola”. “La tua richiesta è diabolica”, rispose Marco, e si mise al lavoro.

Il risultato, sorprendente, è in questa immagine: gli sguardi dei gatti abbagliati dal flash della camera restituiscono colori differenti. Forse hanno occhi simili, ma lo sguardo quello no. Proprio come noi.

Il colore dello sguardo è altra cosa dal colore degli occhi. Credo che si possa percepire il colore dello sguardo di una persona senza averla mai guardata negli occhi. E per me che vi conosco quasi soltanto attraverso il blog, non è poca cosa.

P.S. Tecnicamente parlando, immagino che il colore cambi per via della diversa posizione dei gatti rispetto alla direzione del flash. Ma per Marco questo era l'ultimo pensiero.

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15.9.07

lunettes

tired 2
La stanza affogava nella penombra. Ho acceso la luce, tanto per riscoprire i contorni dei soliti oggetti. Niente di nuovo.

In fondo le cose che diamo per scontate sono così: quando la luce è spenta non immaginiamo la loro esistenza, quando è accesa non ci colpiscono (del resto cos’hanno di particolare?) e, quando ce ne accorgiamo, quasi sempre è perchè sono mutate o scomparse.

Devo cambiare più spesso il colore alle pareti. E gli occhiali.

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27.8.07

bondage

linea di luce 2
Farsi il nodo alle scarpe, niente di più facile. Se però provassimo a visualizzare mentalmente i passaggi necessari, ne sbaglieremmo o dimenticheremmo diversi. È normale: lo facciamo automaticamente senza bisogno di pensarci.

Allo stesso modo non c’è niente di più automatico che vivere. Basta respirare. Eppure ci ostiniamo a pensare come vivere. Così, a pensarci troppo, succede che ci inquietiamo... ci incartiamo.

D'altra parte, se il segreto della pace interiore fosse davvero vivere nell'inconsapevolezza, allora sarebbe meglio non nascere.

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27.6.07

dritto in faccia

macbook
Penso che le persone vadano guardate come si guarda
lo schermo acceso di un portatile: né dall’alto in basso,
né dal basso verso l’alto, tantomeno di sbieco.
Infatti, se guardassimo lo schermo acceso di un portatile da uno
di questi punti di vista non distingueremmo praticamente nulla.

Sento sempre più l'urgenza di capire
questo infinito mistero chiamato Gli Altri.

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20.6.07

monfortinjazz

Vinicio Capossela a Monforte fotografato da Guido Harari

Sono originario di Monforte d'Alba, nelle Langhe. Monforte è piccolo e fa a stento duemila abitanti, di cui un centinaio extracomunitari. Qualche volta, quando torno in paese, mi sembra pure a me di essere un extracomunitario, ma sarà perché ho vissuto sei anni a Torino e pure uno in Belgio. Di comunitario a Monforte d'Alba ci sono i veri monfortesi, il Barolo, i tartufi, il dialetto piemontese e i diciottenni che sfrecciano sull’ape-cross elaborata. Tutte cose bellissime, ma non finisce qui.

Sabato prossimo, nel posto più suggestivo del centro storico, comincia Monfortinjazz: sono sette concerti di gente importante (Mario Biondi, Enzo Jannacci, Stefano Bollani, Willy DeVille, Rufus Wainwright…), più una mostra fotografica di Guido Harari, che è così bravo che per lui Bob Marley e Bob Dylan si sono addirittura messi in posa. L’altro giorno leggevo su La Stampa un articolo di jazz che riportava gli eventi più interessanti di quest’estate e c’era pure Monfortinjazz.
Poi basta, perché ero senza parole.

P.S. Non sarò spesso a Monforte, ma se vi viene voglia di venirmi a trovare, vi consiglio di farlo la sera di giovedì 28 giugno, quando sarò lì a sentire i Dj Set della Feel Good Production e di Alessio Bertallot, quello di B-side che piace tanto al mio amico Yoda.

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18.5.07

yel-low

Sono sveglio da più di un’ora. Giro per il pavimento gettando di tanto in tanto pezzi di sguardo fuori dalla finestra. Solo ieri, mentre ti accompagnavo in silenzio non so verso dove, mi stupivo di quanto fosse bella Torino in questo periodo. Il sole pomeridiano ha continuato a scintillare sulle rotaie del tram ancora per qualche minuto.
Poi, mascherato da arrivederci, si è consumato il distacco.

Oggi mi sento come una cartuccia multicolore per stampanti
che ha esaurito il giallo.

oggi, rispetto a ieri

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27.3.07

esordi fotografici

lungodora
Avviso ai torinesi (e a chiunque si trovasse a passare per il centro di Torino). Se vi piacciono i ritratti, fino all'8 aprile ne troverete di molto belli all’Ols* di piazza Vittorio Veneto: la mostra si chiama “Uno, nessuno, DieciCento ritratti” ed è organizzata dell’attivissimo gruppo di fotografi torinesi DieciCento. Tra i 55 scatti esposti, figura pure questo di Serena con la faccia all’insù. La foto l’ho intitolata “Guarda quel nido lassù” ed è uno dei miei primissimi ritratti: quando si dice il culo del principiante…

(del resto Serena è veramente fantastica di fronte all’obiettivo)

(ho pure avuto come maestro Cico, uno che con le foto è davvero bravo)

* L'Ols è un bar specializzato in aperitivi

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29.12.06

laptop e bicerin

il bicerin
Era la prima volta che partecipavo a un concorso fotografico.
Non mi sono nemmeno classificato. Però a me questa foto piace.

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18.12.06

oltremanica

(Interagisco con un'installazione video di Tacita Dean alla Tate Modern di Londra)

Qui Marco mi ha scattato una foto molto particolare. La intitolo con una sua frase che mi ha colpito: "Ho una storia alle spalle e te lo dimosterò" (l'affermazione non era diretta a me).

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23.11.06

le fils du pomme

self portrait in magritte
(Eccomi riflesso dentro una stampa di Magritte appesa nel salotto di casa)

Il quadro raffigurato è Le fils de l’homme:

“L’uomo con la bombetta e il vestito scuro ha il volto nascosto da una mela verde, che funge da maschera in un tentativo di cancellazione e di annientamento della reale identità del personaggio”. (babelearte.it)

Ora secondo voi, se sostituisco la mela
con una macchina fotografica cambia qualcosa?

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19.10.06

trattamento
Comunque io
vengo
dalla campagna.

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9.10.06

worst case scenario

(Warner Village di Beinasco, parole e foto di Stefania C.)

Esempio di anarchia delle luci nella provincia a sud di Torino:
neon in sciopero dettano a chiare lettere scenari apocalittici.

Nessun fotomontaggio: è tutto vero!

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23.7.06

Italia-Francia 6-4 (d.c.r.)

Con un po' di ritardo, ecco qui una camera toss per celebrare la Coppa del Mondo. Siamo ai supplementari, i francesi attaccano e noi soffriamo come bestie. Caressa (telecronista di Sky) prova a farci coraggio, ma sembra impossibile. Zidane però impazzisce; si va ai rigori... vabbè, la storia la sapete già. Grazie a Robi che è riuscito a estrarre dalle lamiere della Canon questa e altre foto.

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30.6.06

xyz


Camera nella penombra, il sole delle 4 p.m. filtra appena dalle persiane chiuse. Improvvisamente mi torna voglia di fare quella cosa là con la macchina fotografica digitale. Imposto un tempo di esposizione leggermente più lungo e l'autoscatto, avvolgo a spirale la cordicella e poi lascio andare; la Nikon gira vorticosamente su se stessa, così facendo i punti di luce (tre spie del computer colore giallo, blu e rosso) si ripetono in modo caotico oppure si allungano in un continuum spaziale.

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27.2.06

fotografia cinetica

Gand (Belgio), ottobre 2004

Ho ripensato alla storia della Camera toss e me ne sono fatto una ragione. L'idea di scaraventare in aria e di far roteare una macchina fotografica è originale, ma in fin dei conti non è niente di speciale. Non a caso l'ho avuta io. E probabilmente l'hanno avuta con me o prima di me altre persone. Ho digitato su Google la query "kinetic photography" e sono usciti fuori 417 risultati tutti riconducibili al bravo Ryan Gallagher. Il merito del nostro Ryan from Texas sta forse nell'avere cercato di codificare l'idea inventando la definizione di "fotografia cinetica" e mettendo a punto alcuni principi dogmatici che potrebbero stare alla base di questo nuovo stile fotografico. Che sia una forma artistica o meno non saprei rispondere, tuttavia ho scovato alcuni forum in rete dove ci si interroga sul valore di queste foto.

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