ste||arium

27.1.08

salva con nome

"La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, Giorno della Memoria, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati".
(fonte Wikipedia)


piazzale illuminato
La mia, la tua, la nostra: ogni memoria è una specie a rischio estinzione.

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25.9.07

ritorni in mente

4 maggio 2007 - piove (ancora)
Il cielo nuvolo di pioggia porta il tuo sguardo,
la terra gonfia e scura promette il tuo corpo.

L’odore s'infila appuntito nelle pieghe,
incidendo per un istante il flusso asettico delle cose.

(Ora però datti una mossa e lavora)

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28.2.07

forbidden places

Mi è tornata la voglia di raccontare posti dimenticati. Ecco la triste storia della cappella di San Nicola da Tolentino, costruita a strapiombo su un burrone, in cui fra poco finirà inghiottita. Potete leggerla qui.

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25.1.07

il nero della dimenticanza

ombra appesa
Oggi vi racconterò del nero della dimenticanza, un omone barbuto che tiene enormi braccia conserte come Mastro Lindo, ha il ghigno del burattinaio di Collodi e il pauroso incedere dell'orco. Il mestiere del nero della dimenticanza è sottrarci i sogni e le esperienze che lasciamo incustoditi. Proprio come l'uomo nero che si prendeva i bimbi delle mamme distratte.

Tutto ciò che dimentichiamo, un tramonto rosso, un sogno verde, un secondo di coscienza, va a finire dritto nelle braccia del nero della dimenticanza. Imprigionati nella stretta fredda e scura dei suoi bicipiti, i nostri ricordi patiscono la solitudine e quasi mai riescono a fuggire. Il nero della dimenticanza è uno che esegue e basta, se lo interroghi ti risponde allargando le braccia enormi: "è il mio lavoro, carino, che ci vuoi fare". Odioso (ora capite? La gioia che proviamo per certi ricordi riaffiorati è la stessa della mamma che ritrova il proprio bimbo smarrito).

Però capita che tante volte, certe cose le lasciamo incustodite apposta e speriamo che il nero della dimenticanza venga a portarsele via. Così il nero della dimenticanza arriva e pulisce tutto, come il bagnino che rastrella la spiaggia a fine giornata, togliendo l'immondizia e livellando la sabbia. Non sempre vogliamo bene ai nostri ricordi.

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