ste||arium

3.1.07

l'anno dell'Ikea

Qui non è più questione di realizzare qualcosa che rimanga anche quando non ci sarò più. Il 2007 non dovrà essere il solito anno pieno di sogni di gloria e della solita eterna confusione. Ci sono altre priorità e soprattutto ho ancora da costruire buona parte del mio tempo: che è nato e che finirà con me, e proprio per questo acquista valore solo se lo modifico, se lo prendo a calci, se mi sporco le mani incidendolo allo stesso modo delle pietre informi che pian piano diventano sculture. Questo tempo me lo immagino come una stanza disadorna. Devo arredarla: ci metto quadri, souvenir tribali, libri, tappeti, poster, considero anche l’ipotesi di sfondare un muro per far posto a una finestra che porti più luce, più passione… insomma, questa stanza, che poi è il mio tempo, la voglio fare a mia immagine e somiglianza. Sento il bisogno di dire a chi passa di qui che il 2007 sarà un tesoro da spendere quotidianamente. E’ come se ogni giorno ricevessimo un buono per il giorno successivo: se non lo utilizziamo scade.

Slogan dell’anno: “Personalizza il tuo 2007”.

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2.6.06

combat manifesto sul tempo
(il domani è meglio prenderlo a calci)

Cammino per via Rossini, rasente il muro della Rai di via Verdi. Il marciapiede è stretto, il tram 18 mi sfreccia a pochi centimetri dal fianco sinistro. Scanso un signore anziano poi una donna sola che distratta finisce sulla mia traiettoria, forse nemmeno la vedo. Cammino a testa bassa, punto il terreno e tiro un calcio. Giaceva immobile in mezzo alle pietre lisce, un colpo deciso con la suola del destro e si alza in volo in un turbinio circolare. Osservo le sue evoluzioni, da lui proviene un’unica espressione che non dura non più di una frazione di secondo, ma è come se davanti a me ci fosse il ghigno immutabile di Clint Eastwood che mi urla: “3 giugnoooooo!”. E’ un foglio colorato in carta plastificata, porta stampata la data di domani. Ho dato un calcio a un foglio con la data di domani e lui ha reagito come quando coi bastoncini di legno provochi un falò pigro: con vitalità e sdegno. Il pezzo di cellulosa è poi ricaduto faccia a terra sul marciapiede dove, se per caso ci arriva, morirà irrimediabilmente domenica 4 giugno. Prendi a calci il domani, torturalo con un bastoncino di legno: vedrai che per un attimo darà il meglio (fossero anche solo scintille e fumo). Ma fottitene delle sue promesse e lui sarà morto prima ancora di cominciare.

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